Martedì, Novembre 26, 2013

I Pomodori Ripieni

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Un buon antipasto è una pietanza necessaria per stuzzicare l’appetito prima delle portate principali!Esistono antipasti semplici come quelli freddi composti principalmente da affettati e formaggi, ma anche antipasti caldi molto veloci da realizzare!

Un esempio di piatto molto semplice e divertente è quello dei finger food, il cibo mangiato in punta di dita! Nato per esigenze di presentazione, ora si è trasformata in una vera e propria arte, in grado di associare i colori del cibo ai sapori migliori.

Esistono varietà infinite di finger food, una modalità per mangiare il cibo tipica di paesi come l’Etiopia e l’Indonesia; ultimamente le ricette finger food stanno spopolando in Italia soprattutto per la loro praticità, sia nella preparazione che nel degustazione!
Vi proponiamo di seguito una ricetta di antipasto… in punta di dita molto gustosa e colorata: i pomodorini ripieni di caprino! Un modo per preparare velocemente un piatto utilizzando ingredienti della pura tradizione italiana.

Ricetta pomodorini ripieni

Ingredienti:

pomodorini pachino 15
caprino 200 gr
erbe aromatiche
sale
pepe
basilico

Preparazione finger food di pomodorini

Lavate i pomodorini. Tagliate poi la calotta superiore e con un cucchiaio eliminate la polpa all’interno del pomodoro. Salate leggermente e ponete i pomodorini capovolti su un piatto per almeno 5 minuti.
Intanto in una casseruola mettete il caprino con le erbe aromatiche, il sale e il pepe. Mischiate per bene il composto e inseritelo all’interno di una sac a poche.
Farcite i pomodorini con il composto di caprino, guarniteli con una foglia di basilico….e l’antipasto è pronto!!!!

I peperoni aiutano la salute di circolo e cervello

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Frutto della pianta Capsicum annuum, originaria dell’America centro-meridionale, il peperone è disponibile in molte diverse varietà, che si distinguono per forma (allungata, quadrangolare ecc.), sapore e colore; oltre che versatile ingrediente di molti piatti, il peperone è ricco di vitamina C; anticolesterolo, antiossidante e immunostimolante, di vitamina P, che rinforza e rende elastici i vasi sanguigni, e di vitamina A ed E, è inoltre fonte di diversi minerali tra cui il potassio, che gli conferisce proprietà diuretiche.

Uno studio condotto presso l’Università di Washington e pubblicato su Annals of Neurology ha inoltre ipotizzato la presenza, nei peperoni, di sostanze protettive nei confronti della malattia di Parkinson, tra cui piccole quantità di nicotina. Consuma i peperoni crudi, o dopo cotture veloci, per non disperderne i nutrienti.

D’estate prova a prepararli così: dopo averli divise in falde e grigliati, farciscili con una crema ottenuta frullando caprino, capperi, olive nere, prezzemolo, poco olio extravergine e peperoncino; avvolgi le falde a involtino e fermale con uno stuzzicadenti.

Giovedì, Agosto 23, 2012

San Vito Lo Capo e il Cous Cous Fest

cous-cous-fest.png Per chi ama la buona cucina ed in particolare il cous cous, un interessantissimo evento giunto quest’anno alla sua XV edizione è sicuramente il Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani.
L’evento s’identifica anche come il Festival dell’integrazione culturale, durante il quale è infatti possibile non soltanto gustare piatti dal sapore incredibile, ma anche entrare in contatto con le diverse culture dell’area euro-mediterranea.
Lo stesso cous cous rappresenta un piatto ricco di storia, che riassume in sé proprio i rapporti e le contaminazioni tra i diversi popoli mediterranei.
L’evento quest’anno si svolgerà tra il 25 ed il 30 settembre; durante tali giorni sarà possibile assaggiare oltre 35 ricette diverse presso il cosiddetto Villaggio Gastronomico, aperto dalle 12 alle 24. Qui saranno collocati ben 6 punti di degustazione, soprannominati Case del cous cous, ognuno dei quali si concentrerà su diverse modalità di preparazione di questo piatto. Saranno anche disponibili ricette senza glutine o basate su ingredienti biologici.
Uno degli aspetti più interessanti del festival riguarda la gara gastronomica che si svolgerà tra i grandi chef di nove Paesi (Costa d’Avorio, Egitto, Francia, Israele, Italia, Marocco, Palestina, Senegal e Tunisia), i quali si sfideranno davanti ad una giuria composta da giornalisti ed esperti, per aggiudicarsi il titolo di Miglior Cous Cous 2012.
Da tener presente è anche Al Waha, che in arabo significa oasi del deserto: si tratta di un’area che verrà allestita sulla spiaggia, aperta al pubblico nelle giornate di sabato e domenica, che consentirà di assaporare il cous cous a due passi dal mare, all’interno di una tenda dall’aspetto arabeggiante.
Durante ognuna delle serate del festival si esibirà inoltre un artista diverso, consentendo così di associare l’aspetto culinario con quello legato alla musica ed al divertimento.
Oltre a rappresentare un’esperienza gastronomica di elevato livello, l’evento dà anche l’occasione di visitare San Vito Lo Capo, splendido borgo del trapanese che si affaccia su un mare cristallino.
Il borgo marinaro, dalle caratteristiche case bianche, si trova quasi a metà strada tra Trapani e Palermo, e rappresenta una destinazione turistica forse tra le più belle della Sicilia occidentale, nella quale ci si può recare non soltanto in occasione del festival, ma anche durante tutto l’anno, approfittando della vicinanza degli aeroporti Falcone-Borsellino di Palermo e Birgi di Trapani.
In particolare, nel periodo estivo il paese di San Vito Lo Capo rappresenta un’ottima meta di vacanze, che permette sia di godere appieno del meraviglioso mare siciliano, sia di visitare, a partire da qui, altre affascinanti località della Sicilia occidentale.

Venerdì, Luglio 20, 2012

Sicilia, isola immersa in un mare di sapori

La cucina italiana, si sa, è rinomata in tutto il mondo per la sua qualità e per l’incredibile numero di pietanze; ciò che forse affascina di più è tuttavia la presenza di tradizioni culinarie differenti a seconda della Regione nella quale ci si trova, tanto che ognuna di esse conta diversi piatti tipici.
Se ogni Regione ha le sue prelibatezze, la Sicilia è forse una di quelle che vanta la maggiore varietà di ricette, tra antipasti, primi piatti, secondi e dolci.
Sarebbe praticamente impossibile riassumere brevemente tutto ciò che la gastronomia siciliana offre, per cui cercherò di soffermarmi su alcune specialità assolutamente imperdibili.
Iniziamo dalla colazione: chi decidesse di recarsi in Sicilia durante i mesi estivi non può evitare di farsi coinvolgere nella tradizionale colazione composta da granita e brioche. Questa meravigliosa combinazione, che può essere in realtà sperimentata anche a pranzo o a cena, rappresenta un’esperienza assolutamente irrinunciabile. La granita siciliana si presenta in un’infinità di gusti diversi, alcuni dei quali più classici di altri quali caffè, gelsi o mandorla.
Quest’ultimo frutto costituisce la base di molti dolci e bevande, come le famose paste o il latte di mandorla, che personalmente vi consiglio di gustare con l’aggiunta di un po’ di granita al caffè, tanto per restare in tema.
Una volta parlato di colazione, pur con una breve parentesi sui dolci, passiamo ora al pranzo, iniziando da alcuni antipasti “leggeri” come i cavolfiori affogati nel vino rosso (e conditi con olive, acciughe e formaggio pecorino), la caponata in agrodolce, ovvero un piatto composto da diverse verdure fritte (tra cui peperoni, melanzane e zucchine) e la parmigiana di melanzane, anche in questo caso rigorosamente fritte e condite da salsa di pomodoro, formaggio e basilico.
Sono proprio le melanzane uno degli ingredienti di un piatto tipico catanese, la Pasta alla Norma, ovvero pasta condita con salsa di pomodoro, ricotta salata (tipico formaggio che viene usato per lo più per condire diversi piatti, un po’ come il parmigiano reggiano) e per l’appunto melanzane. Si racconta che il nome di questo piatto gli venne attribuito dal commediografo catanese Nino Martoglio (vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900), il quale, assaggiandola e rimanendo colpito dalla sua bontà, esclamò “E’ una Norma”, facendo così un paragone con la straordinaria opera lirica di Vincenzo Bellini.
Poiché la Sicilia è un’isola, se siete amanti del pesce qui troverete un’incredibile varietà di pesce azzurro, cucinato in ogni modo possibile. Passando allora ai secondi piatti vi consiglio una ricetta palermitana, le sarde a beccafico, ovvero sarde condite con pangrattato, pinoli, uva passa e prezzemolo.
Parlando di cucina siciliana, è assolutamente impossibile non menzionare poi i celeberrimi arancini di riso, che possono presentare i più svariati condimenti, anche se quelli più classici sono al ragù o al burro. Per la loro consistenza gli arancini, che potete reperire nei vari bar e rosticcerie siciliane, possono fungere da pranzo o da cena, anche se talvolta vengono serviti (in dimensioni ridotte ovviamente) come antipasto.
E veniamo adesso ai dolci, su cui ho già aperto una piccola parentesi ma per i quali è assolutamente necessario approfondire il discorso. La pasticceria siciliana è infatti estremamente ricca, ma i suoi simboli principali sono sicuramente la cassata e i cannoli. La cassata siciliana, forse il dolce più famoso di questa Regione, è una torta con base di pan di spagna, ripieno di ricotta, canditi e gocce di cioccolato, e ricoperto di glassa. Se amate la ricotta (in Sicilia si usa principalmente quella di pecora, più saporita di quella prodotta con il latte vaccino) ma non i canditi o la glassa, vi suggerisco allora di assaggiare i mitici cannoli, con ricotta e gocce di cioccolato, che si possono gustare anche ripieni di crema al cioccolato o pasticcera.
Infine, parlando di gastronomia, non si può non pensare al vino. La Sicilia offre anche in questo ambito prodotti davvero interessanti quali il Nero d’Avola e il Bianco d’Alcamo, ed anche rinomati vini dolci come il Passito di Pantelleria e il Marsala, da gustare accompagnati da qualche dolcetto.